Si divide in due tronconi il percorso giudiziario per i sedici imputati coinvolti nella maxi-operazione antimafia che, lo scorso dicembre, aveva scosso i territori di Marsala e Mazara del Vallo. Davanti al giudice dell’udienza preliminare di Palermo, sette degli indagati, tra cui la figura centrale dell’inchiesta, Pietro Burzotta, hanno scelto di essere processati con il rito abbreviato. Per gli altri nove, invece, il gup dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio.
La scelta del rito alternativo è stata avanzata da Pietro Burzotta, genero del defunto boss Vito Gondola e, secondo l’accusa, suo erede alla guida della cosca. Insieme a lui, hanno optato per il rito abbreviato anche i mazaresi Paolo Apollo, Antonino Giovanni Bilello e Ignazio Di Vita, e il gruppo di marsalesi composto da Pietro Centonze, 75 anni, suo figlio Domenico e suo cugino, l’omonimo Pietro Centonze di 66 anni. Per loro, il processo inizierà il prossimo 30 settembre.
L’inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, aveva fatto luce sulla piena operatività della famiglia mafiosa locale, capace di esercitare un profondo controllo sul territorio. Tra le attività illecite emerse, oltre al tradizionale e radicato controllo delle aree di pascolo, ci sarebbe anche un episodio di turbativa d’asta, legato alla vendita giudiziaria di un immobile situato tra Mazara e Petrosino.
Mentre per i sette che hanno scelto l’abbreviato il destino processuale è già delineato, per gli altri nove imputati si attende ora la decisione del giudice Ivana Vassallo. Sarà lei a stabilire se gli elementi raccolti dalla DDA siano sufficienti per mandarli a processo con rito ordinario.
Si tratta di un passaggio cruciale per un’indagine che ha mirato a colpire non solo i vertici, ma anche i fiancheggiatori di un clan che, secondo gli inquirenti, aveva ereditato la struttura e il potere dello storico boss Vito Gondola. L’aula di tribunale, a partire da settembre e poi con la successiva udienza del 6 ottobre, sarà il luogo dove si scriverà il prossimo capitolo di questa importante operazione di contrasto alla mafia nel trapanese.


