TRAPANI – Un episodio sconcertante ha riportato alla ribalta le condizioni critiche del carcere “Pietro Cerulli” di Trapani: un detenuto è stato morso da un topo mentre dormiva nella sua cella. Il fatto, accaduto nei giorni scorsi, è la spia di un degrado strutturale e igienico che sembra ormai fuori controllo all’interno dell’istituto penitenziario.
Secondo quanto emerso, l’infestazione di roditori non sarebbe un caso isolato. Il carcere versa in condizioni igienico-sanitarie drammatiche: servizi igienici al limite dell’agibilità, muffa, scarsa manutenzione e spazi sovraffollati. Un quadro che aggrava la già complessa quotidianità di detenuti e agenti penitenziari, questi ultimi costretti a operare in una situazione di costante emergenza.
La vicenda del morso ha suscitato indignazione e preoccupazione anche tra le organizzazioni sindacali del comparto sicurezza e tra le associazioni che si occupano di diritti dei detenuti. Il carcere trapanese, come molti altri istituti penitenziari italiani, sconta anni di mancate ristrutturazioni e una cronica carenza di personale, a cui si aggiunge una gestione sempre più difficile dei servizi essenziali.
Oltre al profilo sanitario, preoccupa anche il rischio di un ulteriore deterioramento del clima interno. Le tensioni tra detenuti e agenti sono in aumento, mentre la funzione rieducativa della pena sembra allontanarsi sempre più da una realtà che somiglia a un’emergenza permanente.
Serve un intervento immediato e strutturale – denunciano i rappresentanti del personale penitenziario – per garantire condizioni minime di dignità e sicurezza. Il carcere non può trasformarsi in un luogo dove, oltre alla privazione della libertà, si debba sopportare l’umiliazione del degrado e dell’abbandono istituzionale.


