Di fronte a un’emergenza idrica che attanaglia cittadini, commercianti e operatori turistici, il Comune di Trapani risponde con un nuovo strumento di indagine e proposta, aperto per la prima volta anche alla partecipazione diretta della cittadinanza. Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’istituzione di una commissione speciale d’indagine sulla crisi idrica, accogliendo una proposta avanzata dal gruppo di Fratelli d’Italia. Un segnale forte, arrivato al termine di una seduta a cui hanno assistito numerosi trapanesi esasperati da disservizi e rubinetti a secco.
La commissione, i cui componenti hanno scelto di rinunciare al gettone di presenza, avrà un compito tanto complesso quanto cruciale. Il suo mandato prevede tre obiettivi principali: verificare le inefficienze che hanno caratterizzato la gestione del servizio idrico fino ad oggi, accertare con precisione le cause delle continue e spesso improvvise interruzioni nell’erogazione, e, soprattutto, formulare proposte operative concrete per migliorare una rete idrica evidentemente al collasso.
A descrivere la gravità della situazione è stato lo stesso sindaco, Giacomo Tranchida, che ha fornito un quadro dettagliato delle criticità. “Oggi sono attivi 17 pozzi su 18”, ha spiegato il primo cittadino, sottolineando come il problema non sia solo la scarsità della risorsa, ma la sua distribuzione. Il vero punto critico è il centro storico, un’area a fortissima vocazione turistica. “Ci sono oltre mille strutture ricettive che provocano un assorbimento rilevante”, ha affermato Tranchida. Questo enorme prelievo di acqua si scontra con un’infrastruttura datata e inadeguata. “In questa zona – ha continuato il sindaco – dove spesso le tubazioni risultano piccole, schiacciate o con perdite nascoste, l’acqua non riesce ad arrivare in alcune abitazioni a causa della bassa pressione”.
La crisi, peraltro, non si limita ai confini comunali, ma assume una dimensione territoriale più ampia. A testimoniarlo è la richiesta di aiuto arrivata dalla vicina Castelvetrano, anch’essa in grave difficoltà, che ha chiesto al Comune di Trapani una fornitura d’emergenza pari a 5 litri al secondo. L’istituzione della commissione rappresenta dunque un tentativo di dare una risposta strutturata a un’emergenza non più procrastinabile, che mette a rischio non solo la quotidianità dei residenti ma anche l’economia di un territorio che vive di turismo. La presenza dei cittadini al suo interno sarà fondamentale per garantire che le soluzioni proposte partano dalle reali necessità di chi vive il disagio sulla propria pelle.


