Quello che doveva essere un ordinario controllo alla circolazione stradale si è trasformato in pochi minuti in un’operazione di polizia giudiziaria di rilievo ad Alcamo, in provincia di Trapani. L’intuito dei Carabinieri della Sezione Radiomobile della locale Compagnia ha permesso di togliere dalla strada un’arma potenzialmente pericolosa e di arrestare un uomo già noto alle forze dell’ordine. L’episodio conferma l’importanza del presidio costante del territorio, specialmente nelle zone periferiche e di collegamento.
I fatti si sono svolti in Contrada Fico, un’area rurale del territorio alcamese spesso oggetto di monitoraggio da parte delle pattuglie dell’Arma. Durante un servizio perlustrativo, l’attenzione dei militari è stata attirata da un furgone in transito. Decisi a procedere con un accertamento di routine, i carabinieri hanno intimato l’alt al conducente, un uomo di 59 anni (classe 1966) con precedenti penali alle spalle. È stato proprio l’atteggiamento dell’uomo a tradirlo: fin dalle prime domande di rito, il cinquantanovenne ha mostrato un nervosismo eccessivo e ingiustificato, uno stato di agitazione che non è sfuggito agli occhi esperti degli operatori.
Sospettando che il conducente nascondesse qualcosa, i militari hanno deciso di approfondire l’ispezione, procedendo alla perquisizione veicolare. I sospetti si sono rivelati fondati quando, abilmente occultata all’interno dell’abitacolo del furgone, è saltata fuori un’arma da fuoco. Si trattava nello specifico di una pistola a tamburo, un revolver calibro 38 marchiato “Thames Arms Company”. Sebbene l’arma fosse scarica al momento del ritrovamento, presentava una caratteristica inquietante: la matricola era stata abrasa. La cancellazione dei numeri seriali è un segno inequivocabile della natura clandestina dell’arma, una pratica utilizzata dalla criminalità per impedire alle forze dell’ordine di risalire alla provenienza o alla storia del revolver.
Di fronte all’evidenza dei fatti, per il 59enne è scattato l’arresto immediato. Le accuse formulate a suo carico sono pesanti: detenzione di arma clandestina e ricettazione. Dopo le formalità di rito, l’uomo è comparso davanti all’Autorità Giudiziaria per l’udienza di convalida. Il Giudice, valutata la gravità della condotta e i precedenti dell’indagato, ha convalidato l’arresto disponendo la misura cautelare degli arresti domiciliari, con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico per monitorarne gli spostamenti.
La vicenda, tuttavia, non si chiude qui. L’arma sequestrata è stata inviata ai laboratori specializzati per essere sottoposta ad accurati esami balistici e tecnici. Gli investigatori dovranno ora accertare se quella pistola “fantasma”, resa irrintracciabile dalla limatura della matricola, sia stata utilizzata in passato per commettere rapine, intimidazioni o altri episodi delittuosi rimasti irrisolti nel territorio trapanese.


