Un grido d’allarme disperato, che dalle celle del carcere “Pietro Cerulli” arriverà oggi pomeriggio nel cuore di Trapani. Alle 17:00, in Piazza Vittorio, gli agenti della Polizia Penitenziaria, rappresentati da un fronte compatto di tutte le principali sigle sindacali (Sappe, Sinappe, Osapp, UilPa, Uspp, Fns Cisl), daranno vita a una manifestazione per denunciare una situazione ormai insostenibile. Chiedono attenzione alla politica e all’amministrazione, prima che la struttura imploda su se stessa, tra carenza di personale, un degrado strutturale e un’escalation di violenza da parte dei detenuti.
I numeri, snocciolati dai sindacati, dipingono un quadro drammatico: negli ultimi tempi si sono registrati 284 casi di violazioni penali da parte di detenuti contro gli agenti, tra cui violenze, minacce e oltraggio, con oltre 30 poliziotti rimasti feriti. Una situazione esplosiva, alimentata da un sovraffollamento cronico a cui fa da contraltare una carenza di organico definita “paradossale”. I sindacalisti sottolineano come, negli anni, sia stato costruito un nuovo reparto da 250 posti senza prevedere alcun aumento del personale. A ciò si aggiunge un’incongruenza burocratica che aggrava la situazione: 25 agenti impiegati in scorte e attività investigative risultano ancora nella forza operativa interna, un trucco contabile che di fatto riduce le assegnazioni di nuovo personale al “Cerulli”.
A questa emergenza si somma un degrado strutturale e gestionale ormai conclamato. “La struttura è senza un direttore titolare da un anno ed è in completo decadimento”, insistono i rappresentanti sindacali, ricordando come questa condizione sia stata certificata non solo da loro, ma anche dai magistrati di sorveglianza. Manca persino un reparto di isolamento, rendendo estremamente problematica la gestione dei detenuti più violenti, di quelli con problemi psichiatrici e dei soggetti sottoposti al regime del 14-bis.
In questo caos, gli agenti si trovano a vivere un doppio rischio: quello di subire aggressioni fisiche e quello di incorrere in indagini penali o sanzioni disciplinari, costretti a operare con norme inapplicabili a causa della mancanza di uomini e mezzi. Per questo i sindacati hanno esteso l’invito a partecipare alla manifestazione a magistrati, avvocati e politici di ogni livello: “Considerato che molti di loro scrivono e parlano di carcere, è il momento di unire e fare fronte comune”. Un appello accorato per accendere i riflettori su una crisi che non può più essere ignorata.


