San Vito Lo Capo (TP) – Wijdane Merdad, chef di origini marocchine in forza al “Ristorante Contanima” del Park Hotel Laurin di Bolzano, ha vinto la nona edizione del Campionato italiano di cous cous Conad. La sua proposta, un cous cous dolce con crumble di anacardi, amlou e spuma di yogurt, ha convinto la giuria per costruzione del piatto, pulizia tecnica e coerenza degli abbinamenti.
In finale sono arrivati in quattro: oltre alla vincitrice, Antonino Mineo (Bagheria), Tea Orizio (Genova) e Simone Cardillo (provincia di Frosinone). Il confronto ha messo in luce approcci molto diversi alla stessa matrice: interpretazioni salate classiche, letture contemporanee e, nel caso di Merdad, una svolta patissière che ha valorizzato consistenze e profumi senza snaturare il cereale. Il cous cous è stato lavorato a grana fine, tostato con misura e legato agli elementi dolci con una spuma lattica leggera; la nota di amlou ha dato profondità, il crumble di anacardi croccantezza.
La chef sanvitese Angela Abrignani affiancherà Merdad nella rappresentativa italiana al Bia Cous Cous World Championship, al via il 25 settembre. Per la vincitrice è arrivato anche il premio speciale Bia per l’originalità, assegnato a riconoscimento dell’idea e della sua esecuzione.
Tra i riconoscimenti collaterali, la giuria ha attribuito a Simone Cardillo il premio “Sostenibilità” promosso da UniCredit per una cous cous cake salata che ha privilegiato tecniche a basso impatto e recupero degli scarti di lavorazione. Il panel tecnico, presieduto da Letizia Casuccio (direttore generale CoopCulture) e composto dai giornalisti ed esperti Nino Amadore, Chiara Pulizzotto (Gambero Rosso), dallo chef Giovanni Torrente e dai manager Giovanni Anania (Pac2000A-Conad) e Matteo Capelli (Conad), ha lavorato su criteri di equilibrio gustativo, identità della ricetta e precisione tecnica.
Spazio anche ai giovani con il Next Generation Student Contest Conad, riservato agli istituti alberghieri: a imporsi è stata la diciottenne Nicoleta Celac (Istituto Professionale per i servizi alberghieri di Assisi) con un cous cous al nero di seppia completato da tartare di salmone, avocado e mango, costruito su contrasti di sapidità, grassezza e freschezza.
Il Campionato italiano conferma così la vitalità del cous cous come piattaforma di cucina trasversale: dalle versioni tradizionali agli innesti contemporanei, la granella resta il filo che unisce tecniche e culture diverse. Per Merdad, ora, l’esame mondiale.


