Il sole a picco su un nastro d’asfalto della periferia sud. Il ronzio di uno scooter che fende l’aria immobile di un pomeriggio di luglio. Poi, il silenzio. Si è spenta così, in un istante solitario e brutale in contrada Samperi, la vita di un uomo di 37 anni, di origine tunisina, l’ennesima vittima di una strada che a Marsala, troppo spesso, si trasforma in una trappola mortale.
Sull’asfalto restano i segni di una tragedia improvvisa, avvenuta intorno alle tre del pomeriggio: uno scooter Scarabeo accartocciato, un palo di legno che ha fermato una corsa e, a pochi passi, un casco che, pur regolarmente indossato, non è bastato a salvare una vita dall’impatto devastante con il suolo. Quando i soccorritori del 118 sono arrivati, non hanno potuto fare altro che constatare una morte probabilmente avvenuta sul colpo.
Ora, su quella scena del dramma, gli agenti della Polizia Municipale hanno il compito di dipanare una matassa di dubbi. Davanti a loro si aprono due scenari, due verità opposte che potrebbero spiegare l’accaduto. La prima, intima e imprevedibile, è quella di un malore improvviso: un black-out, un dolore acuto che ha fatto perdere al 37enne il controllo del suo scooter, trasformandolo in un proiettile senza guida. La seconda ipotesi, più agghiacciante, è l’ombra di un veicolo fantasma: un’auto o un altro mezzo che potrebbe aver tagliato la strada, causato la sbandata fatale per poi svanire senza prestare soccorso, lasciandosi alle spalle solo morte e interrogativi.
Per trovare una risposta, la Procura di Marsala ha affidato i suoi dubbi alla scienza e alla tecnologia. Sarà l’autopsia a dover chiarire se un malore abbia tradito il cuore dell’uomo prima dell’impatto. E saranno le telecamere di videosorveglianza della zona, se presenti, a dover rivelare se in quegli istanti ci fosse qualcun altro su quella strada. Sarà una corsa contro il tempo e contro l’oblio, alla ricerca di un fotogramma, di un dettaglio che possa trasformare un’ipotesi in una certezza.
Ma mentre gli inquirenti cercano la verità sulla morte di un uomo, la comunità marsalese è costretta a confrontarsi con un’altra, più ampia e spaventosa, verità. Quella di strade che continuano a uccidere con una frequenza allarmante. La morte in contrada Samperi è solo l’ultimo capitolo di un bollettino di guerra che nessuno vorrebbe più leggere, un promemoria crudele della fragilità umana di fronte a un destino che, a volte, corre troppo veloce.


