Riportare l’arte alla sua origine, trasformare i parchi archeologici in palcoscenici vivi, dove il suono e la luce dialogano con la storia. È questa l’anima dell’Ekklesìa Festival – Il rito della scena, la rassegna diretta da Francesco Panasci che prosegue il suo viaggio tra i luoghi più sacri e suggestivi della Sicilia occidentale, con i prossimi appuntamenti nei parchi di Lillibeo-Marsala e Selinunte.
Non si tratta di semplici spettacoli, ma di veri e propri “riti laici di comunità”, momenti sospesi per riscoprire il legame tra l’uomo, la natura e il passato attraverso il linguaggio universale dell’arte.
Il primo approdo sarà a Marsala, nel Giardino Storico del Museo del Parco di Lillibeo. Venerdì 18 luglio alle 21:30, il Giovanni Mattaliano Ensemble presenterà “Dialoghi sonori”, un concerto che intreccia composizioni originali, canzoni d’autore e le sonorità del jazz e della musica africana. Un viaggio musicale che sarà preceduto, alle 18, da un talk letterario con Francesco Panasci. La musica tornerà protagonista domenica 20 luglio, con le atmosfere magiche dei Pendragon, band siciliana che fonde la tradizione folk celtica con la ricerca storica, tra arpe, flauti e percussioni antiche. Anche in questo caso, il concerto sarà anticipato da un incontro letterario, con la presentazione del libro “Malanima” di Rosita Manuguerra.
Il festival si sposterà poi nella maestosa cornice di Selinunte per i suoi eventi conclusivi. Lunedì 21 luglio alle 18:30, andrà in scena la performance multidisciplinare “Io sono energia”, un’opera sensoriale che unirà le musiche al pianoforte dello stesso direttore artistico Francesco Panasci con le visioni disegnate in tempo reale con la sabbia dall’artista Stefania Bruno.
Ma il momento più atteso è senza dubbio la grande chiusura, venerdì 25 luglio, alle 5:30 del mattino. Il Tempio di Selinunte diventerà il palcoscenico di un concerto all’alba del duo Manas, formato dall’arpa di Giorgia Panasci e dal violoncello di Giulia Cusumano. Nel silenzio sospeso dell’aurora, i due strumenti dialogheranno con le pietre millenarie del tempio e con la luce nascente, in un’esperienza intima e immersiva. Un concerto che, come sottolineano gli organizzatori, non cerca l’applauso, ma l’ascolto profondo. Un invito a rallentare e a ritrovare il senso, insieme, nella bellezza di un’alba siciliana.


