Un copione che si ripete, un’odissea che per residenti e turisti sta diventando una frustrante consuetudine estiva. Anche questo fine settimana, i collegamenti aerei con Pantelleria sono andati in tilt, con la compagnia Volotea che ha cancellato diversi voli, costringendo i passeggeri a un lungo e alternativo viaggio in nave dal porto di Trapani. Il problema, spiega l’amministrazione, non è nell’aeroporto, ma negli standard di sicurezza più restrittivi della compagnia.
La situazione, che si protrae ormai da settimane, ha avuto il suo culmine nella mattinata di sabato, quando i voli Volotea diretti a Bergamo e Verona sono stati cancellati. Mentre i voli delle altre compagnie, come DAT e HelloFly, operavano regolarmente, i passeggeri di Volotea si sono visti negare l’imbarco.
A fare chiarezza è l’assessore ai Trasporti di Pantelleria, Federico Tremarco, che riconduce il problema ai rigidi protocolli di sicurezza della compagnia aerea spagnola. “I nostri ATR72, per esempio, possono atterrare con una visibilità di 100 metri”, spiega l’assessore, “ma Volotea richiede per i suoi aerei e i suoi equipaggi almeno 700 piedi, ovvero più di 200 metri”. Una differenza tecnica sostanziale che, in condizioni di meteo anche solo leggermente instabile, fa sì che alcuni aerei possano atterrare e altri no.
Le conseguenze per i viaggiatori sono state immediate. Sia i passeggeri in partenza da Pantelleria, sia quelli in arrivo, sono stati “riprotetti” via mare. Un’alternativa sicura, ma che trasforma un volo di circa un’ora in un’odissea di diverse ore tra nave e trasferimenti terrestri.
La situazione è apparsa in lieve miglioramento solo nel pomeriggio di sabato, quando il volo Volotea proveniente da Venezia è riuscito ad atterrare regolarmente alle 17:45, grazie a un miglioramento delle condizioni di visibilità. Resta, però, l’incertezza e il disagio per i passeggeri dei voli cancellati al mattino e il problema di fondo, che rischia di penalizzare l’isola per tutta la stagione estiva. La sicurezza non si discute, ma la comunità pantesca chiede a gran voce soluzioni che possano garantire una maggiore affidabilità nei collegamenti, vitali per l’economia turistica della “Perla Nera” del Mediterraneo.

