Doveva essere un normale rientro dalle festività o una semplice trasferta verso la Sicilia maggiore, ma per molti viaggiatori in partenza da Pantelleria si è trasformato in una sgradita sorpresa economica. Al centro delle polemiche è finito il sistema di tariffazione dei collegamenti aerei in regime di continuità territoriale, che ha fatto registrare improvvisi e ingiustificati rincari proprio nei giorni più caldi del calendario, come Santo Stefano e Capodanno. Un’anomalia che ha spinto l’Amministrazione comunale dell’isola a dichiarare guerra a quello che appare come un vero e proprio “bug” burocratico a danno dei cittadini.
Il caso è scoppiato dopo le numerose segnalazioni di residenti e turisti che, prenotando un volo per Palermo, si sono visti presentare un conto decisamente più salato del solito. Il prezzo del biglietto, che normalmente si aggira intorno ai 33 euro grazie alle agevolazioni statali per gli isolani, è schizzato oltre la soglia dei 56 euro. Un aumento quasi del cento per cento che non trova giustificazione in alcun ritocco ufficiale delle tariffe base, rimaste invariate per contratto.
Ma dove nasce allora questo extra-costo? Dalle verifiche condotte dal Comune è emerso un meccanismo tecnico che penalizza chi viaggia sui voli che effettuano uno scalo intermedio. In pratica, quando l’aereo della compagnia DAT, per logiche organizzative, fa tappa a Trapani prima di raggiungere Palermo, il sistema conteggia le tasse aeroportuali due volte: una per la tratta Pantelleria-Trapani e una seconda per la tratta Trapani-Palermo. Il passeggero, pur acquistando un unico titolo di viaggio per raggiungere il capoluogo, si trova a pagare il doppio dei balzelli fiscali, come se stesse effettuando due viaggi distinti.
Di fronte a questa situazione, il governo locale ha deciso di alzare la voce, avviando una serrata interlocuzione con tutti gli attori coinvolti: la compagnia aerea danese, la Regione Siciliana, l’Enac e il Ministero delle Infrastrutture. La richiesta è chiara e di buonsenso: lo scalo tecnico non deve trasformarsi in un salasso per l’utenza. L’amministrazione pantesca chiede che questi voli vengano considerati come semplice transito, applicando le tasse una sola volta.
La questione tocca un nervo scoperto per chi vive su un’isola minore: il diritto alla mobilità. La continuità territoriale nasce proprio per abbattere le barriere geografiche ed economiche, non per crearne di nuove attraverso tecnicismi che finiscono per gravare sulle tasche delle famiglie proprio nei momenti di maggiore bisogno, come durante le vacanze natalizie. Ora la palla passa agli enti competenti, chiamati a correggere questa distorsione e a garantire che volare da e per Pantelleria resti un diritto accessibile e non un lusso tassato due volte.

