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Dalla Politica

Terremoto all’Asp Trapani: Croce si Dimette tra le Lacrime per i Referti Ritardati.

Claudia Nolfo
Ultimo aggiornamento: Maggio 21, 2025 2:28 pm
Claudia Nolfo
Pubblicata Maggio 21, 2025
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Un atto estremo, consumato tra le lacrime e una palpabile commozione, che scuote dalle fondamenta la sanità siciliana. Ferdinando Croce ha rassegnato le dimissioni da direttore generale dell’Asp di Trapani. L’annuncio è arrivato ieri, martedì 20 maggio 2025, davanti alla Commissione Salute dell’Assemblea Regionale Siciliana, dove il manager, già sospeso dal suo incarico, era stato convocato per chiarire la sua posizione sullo scandalo degli oltre 3.300 esami istologici consegnati con ritardi che hanno raggiunto anche i dieci mesi, con conseguenze drammatiche per i pazienti oncologici. “Mi dimetto da direttore generale”, ha dichiarato Croce, visibilmente provato, dopo aver illustrato per oltre un’ora e mezza il suo operato.

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La decisione di Croce, comunicata anche via PEC, rappresenta l’ultimo, clamoroso sviluppo di una vicenda che ha messo a nudo profonde criticità nel sistema sanitario regionale. “Ho presentato documentazione agli ispettori regionali, ministeriali e all’autorità giudiziaria”, ha affermato l’ormai ex manager, aggiungendo: “Ho fatto il possibile per sanare una situazione creata negli anni precedenti”. Croce ha definito il provvedimento di sospensione nei suoi confronti come ingiusto: “In tredici mesi ho dato il massimo, prima da commissario straordinario e poi da direttore generale. Se pago io per tutti, lo accetto. Ma non dovevo essere punito”.

Lo Scandalo dei Referti e le Ispezioni Al centro della bufera, come detto, ci sono oltre 3.300 esami istologici, cruciali per la diagnosi e la programmazione delle terapie oncologiche, che sarebbero stati consegnati ai pazienti con ritardi inaccettabili, in alcuni casi fino a dieci mesi. Questa situazione ha avuto un impatto devastante sulla vita di molti malati, costretti a ritardare cure vitali. A far esplodere mediaticamente lo scandalo è stata la denuncia di un’insegnante, che si è vista costretta a iniziare la chemioterapia solo molti mesi dopo il prelievo del campione biologici, a causa proprio di questi ritardi.

La Regione Siciliana ha immediatamente avviato ispezioni approfondite per fare luce sulla vicenda. Gli ispettori regionali, nelle loro conclusioni, hanno parlato di “gravità dei fatti e responsabilità oggettive”. Anche il Ministero della Salute ha inviato i propri funzionari ispettivi, i quali sono giunti a conclusioni sostanzialmente sovrapponibili a quelle regionali. Sulla base di questi accertamenti, la Conferenza permanente per la programmazione sanitaria, organismo chiave della sanità regionale guidato dall’assessora alla Salute Daniela Faraoni, aveva approvato all’unanimità la proposta di rimozione di Croce dal suo incarico.

La Difesa di Croce: “Allarmi Inascoltati” Durante la sua audizione all’Ars, Ferdinando Croce non ha negato le difficoltà gestionali, ma ha tenacemente ribadito di aver sempre operato nel pieno rispetto della legalità. Ha inoltre rivelato un aspetto cruciale della sua difesa, sostenendo di aver lanciato l’allarme con largo anticipo: “Avevo già segnalato il problema dei referti a luglio 2024. Ho scritto all’assessorato, a tutte le Asp, chiesto supporto e autorizzazioni per assumere risorse esterne per smaltire l’arretrato. Non ho ricevuto risposte”. Un’affermazione che, se confermata, sposterebbe parte delle responsabilità verso i livelli superiori dell’amministrazione sanitaria. Nonostante la sua difesa, Croce ha voluto rivolgere un pensiero alle vittime di questi disservizi: “Porgo le mie scuse più sincere a tutti i pazienti e alle loro famiglie. Ma il problema era di sistema”.

Le Reazioni Politiche: Scontro sull’Assessorato Le dimissioni di Croce hanno immediatamente scatenato un acceso dibattito politico. Il presidente della Commissione Salute dell’Ars, Giuseppe Laccoto, ha definito la decisione un “gesto di responsabilità” da parte del manager. Tuttavia, diversi esponenti dell’opposizione, tra cui i deputati del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, hanno puntato il dito contro l’assessorato regionale alla Salute, ritenuto il vero responsabile per non aver dato seguito tempestivamente agli allarmi e alle richieste di aiuto lanciate da Croce stesso. Il deputato Ismaele La Vardera ha parlato apertamente di Croce come di un “capro espiatorio”, affermando: “Croce ha prodotto documenti che dimostrano come avesse allertato la Regione con largo anticipo. L’assessorato ha ignorato tutto”. Il capogruppo del M5S all’Ars, Antonio De Luca, ha rincarato la dose, chiedendo che il presidente della Regione, Renato Schifani, riferisca urgentemente in aula sulla vicenda. “La vicenda è enorme, le colpe non possono ricadere su un solo uomo. Bisogna fare luce sul ruolo dell’assessorato e su eventuali omissioni o ritardi”, ha dichiarato De Luca. Di parere diverso i deputati di Fratelli d’Italia, che hanno invece elogiato la figura di Croce, descrivendolo come “Un professionista serio, che ha chiesto aiuto rimanendo inascoltato. Le sue dimissioni non sono una fuga, ma un atto di verità nei confronti di un sistema che non lo ha supportato”.

Una Crisi di Sistema La vicenda di Ferdinando Croce e dei ritardi nei referti istologici all’Asp di Trapani, come sottolineato da più parti, evidenzia una profonda crisi che attraversa il sistema sanitario siciliano. La gestione problematica dei referti è considerata solo la “punta dell’iceberg” di disfunzioni più ampie e radicate. L’intera macchina amministrativa e sanitaria della Regione è ora sotto stretta osservazione, con la Commissione Salute dell’Ars che ha garantito che continuerà a vigilare attentamente sulla situazione. Nel frattempo, i cittadini siciliani, e in particolare i pazienti che hanno subito le conseguenze di questi disservizi, chiedono risposte chiare, immediate e, soprattutto, soluzioni concrete per evitare che simili tragedie e disagi possano ripetersi in futuro.

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