TRAPANI, 15 novembre 2025 – Un intervento durato ore, due poliziotti penitenziari finiti in ospedale e l’ennesimo allarme sulla tenuta del sistema carcerario. È quanto accaduto al carcere “Pietro Cerulli” di Trapani, dove nella notte due agenti della Polizia penitenziaria sono rimasti feriti durante una complessa operazione di servizio all’interno del reparto Mediterraneo.
Secondo quanto riferito dalla UILPA Polizia Penitenziaria Sicilia, uno dei due agenti è stato colpito alla nuca dal lancio di una bomboletta di gas, l’altro ha riportato un trauma al ginocchio dopo essere stato colpito con un bastone. Entrambi sono stati soccorsi e accompagnati al pronto soccorso dell’ospedale di Trapani per le cure del caso.
L’episodio ha origine nel pomeriggio di ieri, quando un detenuto tunisino – trovato in possesso di sostanza non consentita – avrebbe dovuto essere trasferito in un altro reparto. L’uomo si è però opposto al provvedimento barricandosi in cella e utilizzando il piede del tavolino di legno in dotazione per impedire l’accesso agli operatori. Per aprire la porta è stato necessario anche l’uso di un flessibile.
Da quel momento l’intervento, iniziato intorno alle 16, si è trasformato in una lunga operazione di gestione dell’ordine interno, protrattasi fino all’una di notte. A ostacolare l’azione della Polizia penitenziaria non è stato solo il detenuto barricatosi in cella, ma anche il comportamento di altri reclusi che – come riferisce il sindacato – avrebbero lanciato ripetutamente bombolette di gas incendiate contro gli agenti, rallentando e rendendo ancora più rischiose le operazioni.
Per fronteggiare la situazione, il personale in servizio è stato costretto a turni lunghissimi, fino a 20 ore consecutive, con il richiamo in istituto anche di agenti che si trovavano a riposo o in ferie.
«Auguriamo pronta guarigione ai colleghi coinvolti e rivolgiamo un plauso a tutto il personale che ha operato con professionalità, abnegazione e compattezza in un contesto operativo pericoloso», afferma il segretario generale UILPA Polizia Penitenziaria Sicilia, Gioacchino Veneziano, che lega quanto accaduto alle condizioni strutturali e organizzative degli istituti.
Il sindacalista sottolinea come il quadro sia reso ancora più critico da «strutture fatiscenti, sovraffollate e con voragini negli organici della Polizia penitenziaria». Da qui la richiesta di interventi normativi che, alla luce dell’emergenza carceraria, «rafforzino la legittimità delle azioni in servizio» e consentano di individuare istituti specifici dove collocare i detenuti che violano ripetutamente le regole penitenziarie, ostacolando anche i percorsi di trattamento degli altri reclusi.
Il comunicato della UILPA riporta così al centro del dibattito il tema, mai risolto, della sicurezza negli istituti penitenziari: da un lato la tutela del personale in uniforme, dall’altro la necessità di strutture adeguate e di strumenti giuridici ritenuti idonei a gestire i casi più problematici, senza compromettere il lavoro quotidiano svolto negli altri reparti.


