TRAPANI – Un nuovo, significativo capitolo si apre nell’intricata vicenda giudiziaria che ha scosso il cimitero comunale di Trapani. La Prefettura ha disposto il reintegro nei servizi cimiteriali per le tre imprese funebri che erano state precedentemente escluse a seguito di accuse di illiceità. Si tratta della “Dolce Gestione e Servizi” di Vito Dolce, della ditta dei fratelli Giampiero e Giuseppe Colletta, e dell’impresa di Vito Polisano.
Questa importante decisione prefettizia fa seguito a un provvedimento del Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) del Tribunale di Trapani, Giancarlo Caruso. Il magistrato ha infatti accolto le istanze presentate dai legali degli imprenditori – gli avvocati Umberto Coppola, Salvatore Alagna e Giuseppe De Luca – revocando il divieto di esercizio dell’attività che era stato imposto alle aziende. Un ribaltamento di prospettiva che vede ora le stesse imprese considerate come “vittime” nel contesto dell’indagine.
L’inchiesta originale aveva destato notevole scalpore, portando inizialmente all’arresto dell’ex necroforo Mario Pizzurro, il quale era stato accusato di aver favorito determinate ditte a discapito di altre. Successivamente, Pizzurro era stato scarcerato dal Tribunale del Riesame e poi riammesso in servizio.
Tuttavia, la vicenda non è ancora conclusa. Il Pubblico Ministero titolare del fascicolo, il dottor Morri, non ha condiviso la decisione del Gip Caruso e ha prontamente impugnato il provvedimento di revoca del divieto per le ditte. La palla passa ora nuovamente al Tribunale del Riesame, che è stato chiamato a pronunciarsi sull’appello della Procura. La data cerchiata in rosso sul calendario è quella del 25 giugno, giorno in cui si terrà l’udienza che potrebbe definire ulteriormente i contorni di questa complessa vicenda giudiziaria, stabilendo se il reintegro delle imprese sarà confermato o se prevarrà la linea dell’accusa.


