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Dalla Politica

Alluvione la protezione civile risponde a Tranchida

Redazione
Last updated: Novembre 9, 2022 12:59 pm
Redazione
Published Novembre 9, 2022
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«La Regione Siciliana è prontamente intervenuta durante e dopo il maltempo, prestando assistenza ed eseguendo controlli nelle zone alluvionate, oltre ad avere emanato in anticipo l’allerta gialla per condizioni meteo avverse con rovesci o temporali per tutto il territorio regionale e quindi anche per il Trapanese. Con immediatezza, dopo il sopralluogo nelle aree, il presidente della Regione Renato Schifani ha dichiarato lo stato di crisi ed emergenza e disposto l’assegnazione di un contributo straordinario di 500mila euro al Comune di Trapani per il ripristino della stazione di pompaggio di via Tunisi, fondamentale per evitare ulteriori allagamenti nel centro storico della città».
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Lo scrive, in una nota, il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, replicando alle dichiarazioni dei giorni scorsi del sindaco di Trapani Giacomo Tranchida che, in merito all’emergenza alluvioni che ha colpito la città tra settembre e ottobre scorso, chiedeva al presidente Schifani di “accelerare sui ristori a cittadini e imprenditori”, oltre a “riconoscere al nostro territorio lo stato di calamità naturale”.
Nella lettera di precisazione, il dirigente generale del dipartimento sottolinea, inoltre, come siano stati «prontamente mobilitati funzionari e volontari di protezione civile, con un consistente impiego di uomini e mezzi, provenienti anche da altre province, che hanno svolto tutte le attività di emungimento dell’acqua, pulizia del fango, assistenza alla popolazione, sgombero delle masserizie danneggiate».
Di contro, «non si ha notizia – prosegue Cocina – delle attività di prevenzione che il Comune avrebbe dovuto attivare e, certamente, non da ora ma da anni. In particolare la verifica e la manutenzione dei tombini, delle reti fognarie, del sistema di smaltimento delle acque e delle pompe di sollevamento». Secondo la Regione, «è emersa con chiarezza una inefficiente manutenzione ordinaria delle caditoie, dei tombini, degli sbocchi a mare, ostruzioni delle tubazioni che hanno causato lo scoppio di alcuni tratti. Inoltre, non ha funzionato pienamente la stazione di pompaggio di via Tunisi che avrebbe avuto da tempo operative solo 6 pompe su 12».
Altro punto dolente è il Piano di protezione civile comunale, risalente al 2006 e per il quale solo di recente, «dopo le richieste reiterate del dipartimento regionale è stato dato un incarico per il suo aggiornamento, a tutt’oggi non ancora fatto». In riferimento alla richiesta di calamità nazionale, la stessa non esiste dal punto di vista normativo, esiste invece una richiesta di stato di emergenza al Consiglio dei ministri, «ad oggi – scrive Cocina – si ritiene che non sussistano i presupposti normativi di richiesta di emergenza di rilevanza nazionale».
Oltre ai cinquecentomila euro assegnati al Comune di Trapani, la Regione ha provveduto a destinare altri 250mila euro al Comune di Misiliscemi per i primi interventi di somma urgenza. Nel frattempo, tre dipartimenti regionali (Protezione civile, Autorità di bacino e Genio civile) stanno lavorando in sinergia per consentire di mettere subito in sicurezza l’area di Salinagrande, duramente colpita dallo straripamento del torrente Verderame.
Proprio riguardo al contributo di 500mila euro, «non si ha notizia – prosegue la Protezione civile – se sono state attivate le procedure di somma urgenza», così come non sono ancora state comunicate le «segnalazioni di danni pervenute al Comune dal 28 settembre, la cui analisi e valutazione è necessaria per pervenire a una stima dei fabbisogni economici e avviare la procedura di ristoro». 
Una volta calcolato l’ammontare del finanziamento necessario, la Regione «che non ha nei suoi capitoli di bilancio somme idonee per coprire tutte le numerose richieste di ristoro dei danni per eventi calamitosi, si sforzerà di trovare un’apposita copertura finanziaria nel primo provvedimento normativo utile».

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