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Mazara & Belice

Belicittà, chiude l’Ard Discount: 15 lavoratori rischiano il licenziamento

Redazione
Last updated: Luglio 20, 2025 1:12 pm
Redazione
Published Gennaio 6, 2025
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A Castelvetrano, il futuro lavorativo di 15 dipendenti dell’Ard Discount, situato all’interno del centro commerciale Belicittà, è a rischio. La chiusura imminente del punto vendita, prevista per gennaio, ha sollevato forti preoccupazioni tra i lavoratori e i sindacati, che temono che questa volta il licenziamento possa essere definitivo.

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Contents
Le ragioni della chiusuraLa situazione attualeIl ruolo dell’Agenzia per i beni confiscatiLe azioni intraprese dai sindacatiUna crisi che si ripeteLe preoccupazioni dei lavoratoriLe prospettive per il futuro

Le ragioni della chiusura

La società che attualmente gestisce il supermercato ha avviato la procedura di licenziamento collettivo, annunciando l’intenzione di lasciare i locali in affitto al piano terra del centro commerciale. Questa decisione è legata a difficoltà economiche che rendono insostenibile il pagamento dell’affitto.

Il Belicittà, un tempo simbolo di prosperità nella zona, è oggi di proprietà dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati, essendo stato sequestrato al noto imprenditore Giuseppe Grigoli. Da quando il centro commerciale è passato sotto la gestione pubblica, diversi supermercati si sono succeduti nei locali del piano terra, ma tutti hanno chiuso i battenti nel giro di pochi anni. Ogni volta, i dipendenti sono stati licenziati e riassunti da nuove società. Tuttavia, secondo i sindacati, non ci sono certezze che questa dinamica si ripeta anche stavolta.

La situazione attuale

I sindacati hanno segnalato che la società che gestisce il supermercato ha già comunicato ai lavoratori l’avvio delle procedure di licenziamento. “Il rischio è che questa volta non ci sia una nuova azienda pronta a subentrare e riassumere il personale”, hanno spiegato i rappresentanti delle sigle confederali e dell’Ugl.

Al momento, l’Agenzia per i beni confiscati ha pubblicato una manifestazione d’interesse per riaffittare i locali, ma non è chiaro se vi siano state società interessate a partecipare. L’incertezza sul futuro dei lavoratori è totale, alimentando preoccupazione tra le famiglie coinvolte.

Il ruolo dell’Agenzia per i beni confiscati

La gestione del Belicittà è stata complessa fin dall’inizio, con una serie di cambi di gestione e difficoltà a trovare aziende interessate a insediarsi nel centro commerciale. L’Agenzia per i beni confiscati, proprietaria della struttura, non ha partecipato al primo incontro organizzato dal prefetto di Trapani a dicembre, suscitando critiche da parte dei sindacati.

“È fondamentale che l’Agenzia svolga un ruolo attivo in questa vicenda, perché si tratta di garantire non solo la sopravvivenza del centro commerciale, ma anche il futuro di 15 lavoratori”, hanno dichiarato i rappresentanti sindacali.

Le azioni intraprese dai sindacati

I sindacati si sono rivolti al prefetto di Trapani per cercare una soluzione. A fine dicembre si è tenuto un primo incontro online, durante il quale è stata discussa la situazione, ma l’assenza di un rappresentante dell’Agenzia per i beni confiscati ha limitato i progressi.

Un secondo incontro è previsto per mercoledì 8 gennaio, e i sindacati sperano che questa volta vi sia una maggiore partecipazione e una risposta concreta sul futuro dei locali e dei lavoratori.

“Non possiamo permettere che 15 famiglie vengano lasciate senza alcuna prospettiva”, hanno dichiarato i rappresentanti dei lavoratori. “Chiediamo trasparenza sui progetti per il Belicittà e garanzie per i dipendenti”.

Una crisi che si ripete

Questa non è la prima volta che i lavoratori del Belicittà si trovano in una situazione di incertezza. Dal momento della confisca, il centro commerciale ha ospitato quattro diversi supermercati, ma nessuno è riuscito a mantenere una gestione stabile a lungo termine.

Ogni volta, i dipendenti sono stati licenziati e poi riassunti dalla nuova società subentrante, una procedura che i sindacati definiscono “garantita”. Tuttavia, la mancanza di partecipazione alla recente manifestazione d’interesse per riaffittare i locali potrebbe compromettere questa dinamica consolidata, lasciando i lavoratori senza possibilità di essere reimpiegati.

Le preoccupazioni dei lavoratori

I dipendenti dell’Ard Discount vivono giorni di grande angoscia. La prospettiva di perdere il posto di lavoro si aggiunge all’incertezza di non sapere se ci sarà una nuova azienda disposta a rilevare i locali e garantire loro una continuità occupazionale.

“La nostra paura è che questa volta non ci sia nessuno pronto a prendere il nostro posto di lavoro e che finiamo dimenticati”, ha dichiarato uno dei lavoratori coinvolti.

Le prospettive per il futuro

La chiusura dell’Ard Discount non è solo un problema per i lavoratori, ma anche un colpo all’economia locale di Castelvetrano. Il Belicittà, un tempo un punto di riferimento per lo shopping nella zona, ha subito un declino negli ultimi anni, con una riduzione significativa dell’affluenza e un calo degli esercizi commerciali attivi.

I sindacati e le autorità locali sperano che il prossimo incontro con l’Agenzia per i beni confiscati porti a una soluzione concreta, magari trovando un nuovo gestore per il supermercato che possa garantire continuità lavorativa ai dipendenti.

La vicenda del Belicittà evidenzia l’importanza di una gestione attenta e strategica dei beni confiscati alla criminalità organizzata. La chiusura dell’Ard Discount rischia di aggravare ulteriormente la crisi occupazionale nella zona, colpendo una comunità che già affronta molte difficoltà economiche.

I sindacati invitano i cittadini e le istituzioni locali a sostenere i lavoratori in questa battaglia per la salvaguardia dei posti di lavoro. “Non possiamo permettere che il Belicittà diventi un simbolo di abbandono e fallimento”, hanno dichiarato.

La chiusura dell’Ard Discount rappresenta un momento critico per il Belicittà e per i 15 lavoratori coinvolti. La speranza è che l’incontro dell’8 gennaio possa portare a una soluzione concreta, garantendo un futuro occupazionale per i dipendenti e un rilancio per il centro commerciale.

Le istituzioni, l’Agenzia per i beni confiscati e le aziende interessate hanno ora la responsabilità di trovare una risposta a questa crisi, per evitare che un simbolo della lotta alla criminalità organizzata diventi invece un emblema di incertezza e precarietà.

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