Creare società, ottenere finanziamenti, svuotarle per arricchire se stesso e la propria famiglia, portarle al fallimento e ricominciare da capo. Era un “gioco” ciclico, un sistema ben collaudato che, secondo gli inquirenti, ha permesso a un imprenditore di 58 anni di Mazara del Vallo di costruire un impero. Ora, quel gioco è finito. La Polizia e la Guardia di Finanza hanno eseguito nei suoi confronti un decreto di confisca definitivo per beni dal valore di 2,3 milioni di euro.
Il provvedimento è il capitolo finale di una complessa indagine economico-patrimoniale che ha smascherato una sistematica sproporzione tra i redditi dichiarati dall’uomo e il suo reale patrimonio. Una ricchezza, sostengono gli investigatori, che non può che essere il frutto di attività illecite.
Il “curriculum” del 58enne, infatti, è costellato da numerose condanne per bancarotta fraudolenta, evasione fiscale e altri reati di natura tributaria. Secondo le indagini, l’imprenditore avrebbe messo in piedi un’organizzazione di società, spesso gestite tramite prestanome, con l’unico scopo di evadere le tasse e di sottrarre risorse a danno dei creditori e dello Stato.
Lo schema era tanto cinico quanto efficace. Una volta ottenuti nuovi finanziamenti, che in teoria dovevano servire a risanare le società in difficoltà, l’uomo avrebbe puntualmente distratto i fondi, intascandone una parte e investendo il resto in nuove attività imprenditoriali, soprattutto nel redditizio settore turistico e ricettivo. Nascevano così hotel, ristoranti e stabilimenti balneari, destinati però, ciclicamente, a fare la stessa fine delle precedenti società: la bancarotta.
Questa confisca, che segue un primo sequestro avvenuto nel luglio del 2023, è la risposta dello Stato a questo sistema. I sigilli sono scattati su un patrimonio variegato: un albergo, uno stabilimento balneare con ristorante, un autolavaggio, un appartamento, un magazzino, una barca a motore e diverse quote societarie e rapporti bancari.
Un’operazione che colpisce al cuore la criminalità economica, quella che si arricchisce non con la violenza, ma con l’inganno, e che dimostra l’efficacia delle indagini patrimoniali, capaci di smascherare e sottrarre le ricchezze accumulate illecitamente.


