Mazara del Vallo – A Borgo Blu sono stati due giorni densi, vissuti con il passo dell’emozione e il rigore della formazione. Ospite speciale Nico Acampora, fondatore di PizzAut, progetto diventato simbolo nazionale di inclusione sociale e lavorativa per giovani nello spettro autistico. La sua presenza ha attraversato un corso dedicato a professionisti della sanità e della scuola, ma soprattutto ha acceso un confronto pubblico fatto di storie, strumenti e prospettive concrete.
L’incontro è stato, prima di tutto, un gesto di vicinanza. Acampora ha voluto conoscere da vicino i percorsi costruiti da Borgo Blu, realtà che da anni lavora sull’autonomia, la dignità e l’inserimento nel mondo del lavoro delle persone autistiche. La sala piena, gli operatori in formazione, le famiglie: tutto ha contribuito a trasformare una lezione in un laboratorio di comunità.
«Abbiamo avuto l’onore di avere Nico qui con noi – racconta Pietro Titone, fondatore di Borgo Blu – due giornate che ci hanno fatto riflettere, emozionare e soprattutto ci hanno dato la carica per andare avanti. Abbiamo capito che siamo sulla strada giusta: l’inclusione è la nostra missione, e la presenza di Nico a Mazara è stata una testimonianza preziosa di fiducia e incoraggiamento».
Il messaggio di Acampora è semplice e impegnativo: ognuno deve fare la propria parte. «Piero non va lasciato da solo, perché da soli a volte si va più veloci, ma se si vuole andare lontano bisogna andare sempre in gruppo e quindi l’appello non è solo alle famiglie, ma anche alle imprese. Avendo una responsabilità sociale sul vostro territorio, esprimetela in cose concrete come Borgo Blu».
A fine lavori, in molti si sono fermati per un saluto, una stretta di mano, una foto. Non solo gratitudine verso l’ospite, ma il riconoscimento di un’evidenza: l’autismo non è un limite, è una diversa forma di talento che chiede contesti adeguati per esprimersi. Il ponte tra formazione e impresa, tra servizi e cittadinanza, è l’asse su cui Borgo Blu sta costruendo opportunità reali.
In queste 48 ore si è respirata una comunità viva, capace di unire professionalità e visione. La visita di Nico Acampora ha lasciato un segno concreto: la convinzione che inclusione significhi lavoro, competenze, reti che durano. E che il futuro, se lo si vuole davvero condividere, si costruisce insieme perché nessuno resti indietro.


