Un gesto semplice, ma pensato per arrivare dove le feste rischiano di essere un peso invece che una pausa. L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Trapani ha consegnato nei giorni scorsi alcuni panettoni alla Caritas della Diocesi di Mazara del Vallo, destinati alle famiglie in difficoltà del quartiere Mazara Due.
A portare i doni è stato il presidente dell’Ordine, Filippo Mangiapane, insieme a una delegazione del Consiglio composta da Patrizia Maiorana e Fabio Serrentino. La consegna è avvenuta nelle mani di suor Chiara, direttrice della Caritas diocesana, che si occuperà della distribuzione attraverso i canali già attivi di assistenza sul territorio.
L’iniziativa si inserisce in un filone di attenzione sociale che l’Ordine rivendica accanto al proprio ruolo istituzionale. Il messaggio che accompagna la consegna è chiaro: la cura non coincide soltanto con la prestazione sanitaria, ma riguarda anche la presenza nelle comunità e l’intercettazione delle fragilità che spesso si manifestano fuori dagli ambulatori, tra difficoltà economiche, isolamento e precarietà.
«La cura non si esaurisce negli ambulatori o negli ospedali. Prendersi cura significa anche essere presenti, ascoltare e sostenere chi vive situazioni di disagio», ha sottolineato Mangiapane, spiegando che il gesto vuole testimoniare la vicinanza dei medici trapanesi a chi affronta quotidianamente problemi economici e sociali.
Suor Chiara ha ringraziato l’Ordine per la sensibilità dimostrata e ha rimarcato il valore della collaborazione con realtà che, pur non essendo direttamente impegnate nell’assistenza materiale, possono rafforzare la rete di solidarietà locale. I doni, ha osservato, non rappresentano soltanto un aiuto concreto, ma anche un segnale di attenzione verso persone che spesso si sentono invisibili.
La distribuzione avverrà nei prossimi giorni tra le famiglie seguite dalla Caritas nel quartiere Mazara Due, una delle aree più complesse della città, dove il lavoro del volontariato e il raccordo con istituzioni e associazioni restano un presidio fondamentale di inclusione e sostegno. In quel contesto, l’intervento non pretende di risolvere i problemi strutturali, ma contribuisce a ridurre, almeno per un momento, la distanza tra chi offre aiuto e chi lo riceve.
Nel periodo natalizio, quando la retorica della festa può cozzare con le difficoltà quotidiane, iniziative come questa puntano a restituire un senso concreto alla parola solidarietà: un gesto piccolo, ma capace di tenere insieme comunità e responsabilità civile


