Controlli serrati dei Carabinieri Forestali – Centro Anticrimine Natura di Palermo, Nucleo Cites, distaccamento di Trapani nelle campagne del Trapanese. L’operazione, mirata a verificare il corretto esercizio dell’attività venatoria, ha portato a due denunce e a sequestri di armi e munizioni, oltre a una sanzione amministrativa per irregolarità documentali.
I militari hanno passato al setaccio i territori comunali di Mazara del Vallo, Castelvetrano e Marsala, dove sono state riscontrate condotte ritenute incompatibili con le norme che regolano la caccia. In particolare, due cacciatori sono stati denunciati per l’abbattimento di specie protette: esemplari riconducibili a Columba livia (piccione selvatico) e Streptopelia decaocto (tortora dal collare orientale). A loro carico sono stati sequestrati due fucili calibro 12 con relativo munizionamento, mentre un terzo cacciatore è stato sanzionato per il mancato aggiornamento del tesserino venatorio.
L’intervento dei Forestali, inserito nel calendario dei servizi stagionali, ha avuto un duplice obiettivo: prevenire episodi di bracconaggio e reprimere violazioni che, specie in periodi di maggiore pressione sulle popolazioni selvatiche, rischiano di compromettere gli equilibri faunistici. Il Nucleo Cites – reparto specializzato nella tutela della fauna e nella vigilanza sul commercio di specie protette – ha operato con il supporto di controlli su armi, cartucce, carnieri e documentazione al seguito.
Non solo repressione. Nel corso dell’uscita i militari si sono imbattuti in un esemplare di barbagianni (Tyto alba) in evidente stato di sofferenza: denutrito e con una ala fratturata da giorni. Il rapace è stato recuperato e trasferito al Centro di Recupero Fauna Selvatica di Ficuzza (PA), dove ha ricevuto le prime cure veterinarie e un’alimentazione di supporto. Un gesto che ricorda quanto la tutela degli habitat passi anche dalla pronta assistenza alla fauna in difficoltà.
L’attività dei Carabinieri Forestali proseguirà nelle prossime settimane con ulteriori verifiche su aree sensibili e rotte di passo. Sotto osservazione restano il rispetto dei calendari venatori, l’uso corretto delle armi, l’osservanza delle quote e la tracciabilità degli abbattimenti, così da distinguere l’esercizio lecito della caccia da pratiche vietate che alimentano il degrado ambientale e la pressione su specie non cacciabili.
Per i soggetti coinvolti vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva. Le armi e il munizionamento sequestrati sono stati messi a disposizione dell’Autorità giudiziaria; la posizione dei denunciati sarà vagliata alla luce dei rilievi di polizia giudiziaria e delle norme che disciplinano la tutela della fauna selvatica.


