Un vero e proprio laboratorio domestico per il confezionamento e lo smercio di droghe pesanti è stato smantellato nel cuore di Alcamo, grazie a un’operazione chirurgica condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia. L’intervento si inserisce nella costante attività di monitoraggio del territorio volta a contrastare il dilagante fenomeno dello spaccio, una piaga che spesso si nasconde dietro le porte di abitazioni insospettabili. Questa volta, i riflettori degli inquirenti si sono accesi su un uomo di cinquantaquattro anni, originario del luogo e già noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti giudiziari, la cui condotta aveva destato più di un sospetto negli investigatori dell’Arma.
Il blitz è scattato con una perquisizione domiciliare che ha confermato, con l’evidenza dei fatti, le ipotesi investigative. Una volta varcata la soglia dell’abitazione, i militari si sono trovati di fronte a uno scenario inequivocabile: la casa non era un semplice luogo di residenza, ma un centro operativo per il trattamento del crack. L’ispezione ha permesso di recuperare un quantitativo ingente di sostanza stupefacente: ben cinquantotto grammi di crack erano conservati in un unico blocco solido, probabilmente la “materia prima” ancora da lavorare, mentre altri ventinove grammi erano già stati minuziosamente porzionati in settantasei singole dosi, pronte per essere immesse sul mercato al dettaglio e raggiungere i consumatori finali.
Ciò che ha maggiormente colpito gli operanti, restituendo la cifra della professionalità dell’attività illecita, è stato il ritrovamento della strumentazione tecnica. Nell’appartamento erano presenti non uno, ma addirittura sette bilancini di precisione, un numero sproporzionato per un piccolo spacciatore e indicativo di un volume di affari e di una capacità di gestione delle pesature decisamente strutturata. Accanto alle bilance, i Carabinieri hanno sequestrato sostanza da taglio, tutto il materiale necessario per il confezionamento ermetico delle dosi e una somma di centosettanta euro in contanti. Le banconote, tutte di piccolo taglio, sono state ritenute il provento immediato delle cessioni appena avvenute.
Di fronte alla flagranza del reato e alla mole di prove raccolte, per il cinquantaquattrenne sono scattate le manette con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti. La vicenda ha avuto un rapido epilogo giudiziario: dopo l’udienza di convalida dell’arresto, l’Autorità Giudiziaria ha valutato la posizione dell’uomo disponendo la misura cautelare degli arresti domiciliari. Tuttavia, per garantire un controllo capillare e scongiurare il rischio di reiterazione del reato o di evasione, il giudice ha ordinato l’applicazione del braccialetto elettronico, ponendo così il pregiudicato sotto una sorveglianza tecnologica costante.


