ALCAMO MARINA – Un pomeriggio di vacanza trasformato in dramma. Un turista, che stava trascorrendo le sue ferie sul litorale alcamese, è stato violentemente investito da un’automobile nelle prime ore del pomeriggio. L’impatto è avvenuto nei pressi della guardia medica estiva, un punto nevralgico della località. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime, tanto da rendere necessario l’intervento immediato dell’elisoccorso del 118, che lo ha trasportato d’urgenza in ospedale dopo le prime cure sul posto fornite dai sanitari.
Mentre le forze dell’ordine lavorano per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto, con il traffico andato completamente in tilt per ore, l’incidente solleva un velo di tragica prevedibilità sulla situazione di Alcamo Marina. Al di là delle responsabilità individuali, che verranno accertate, l’episodio è l’ennesima, drammatica, conseguenza di una pianificazione urbana che ha creato una vera e propria trappola a cielo aperto per chiunque si muova a piedi.
Alcamo Marina non è una cittadina, ma un lungo e stretto agglomerato di abitazioni cresciuto in maniera disordinata lungo un’asse stradale ad alta percorrenza, l’ex Strada Statale 187. Questa arteria, che taglia in due la località, è a tutti gli effetti una strada extraurbana su cui le auto sfrecciano a velocità sostenuta, ma funge contemporaneamente da corso principale, unico collegamento tra case, esercizi commerciali e la spiaggia.
A peggiorare un quadro già critico è la presenza della linea ferroviaria, che corre parallela alla strada, frapponendosi come un’ulteriore, invalicabile, barriera tra l’abitato e il mare. Per i pedoni, residenti o turisti che siano, muoversi è un’impresa quotidiana. I marciapiedi sono spesso angusti, discontinui o del tutto assenti, costringendo le persone a camminare a ridosso della carreggiata, rischiando la vita ad ogni passo. Attraversare diventa un atto di coraggio, specialmente nei mesi estivi, quando il volume di traffico aumenta esponenzialmente.
Questo incidente non è dunque un fulmine a ciel sereno, ma il sintomo di una malattia cronica. È il prezzo pagato per decenni di uno sviluppo edilizio selvaggio, che ha anteposto il cemento alla sicurezza e alla vivibilità. Fino a quando la conformazione stessa di Alcamo Marina rimarrà quella di una striscia d’asfalto pericolosa, stretta tra le case e i binari, ogni attraversamento pedonale continuerà a essere una scommessa con il destino. E a farne le spese, come oggi, saranno sempre i più vulnerabili.


