L’intervento rapido dei Carabinieri, grazie alle immagini della videosorveglianza, ha permesso di individuare i presunti autori e di restituire la bicicletta al proprietario di un autosalone.
ALCAMO (TP) – Un furto messo a segno in un concessionario, ma la loro fuga è durata pochissimo, incastrati dalle immagini della videosorveglianza. Tre minorenni di 14, 15 e 17 anni sono stati denunciati a piede libero dai Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Alcamo con l’accusa di furto aggravato. Sono ritenuti i presunti autori del furto di una bicicletta elettrica del valore di circa 1000 euro.
Il colpo è avvenuto ai danni di un autosalone della città. Secondo la ricostruzione dei militari, i tre giovani si sarebbero introdotti all’interno dell’attività commerciale dopo aver forzato e danneggiato il cancello d’ingresso. Una volta dentro, hanno individuato la e-bike e si sono allontanati rapidamente con la refurtiva.
Immediata la chiamata ai Carabinieri da parte del titolare dell’autosalone. I militari, giunti sul posto, hanno avviato subito le indagini, partendo dall’elemento più importante: le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza del concessionario. L’analisi dei filmati si è rivelata decisiva. I Carabinieri hanno potuto visionare le fasi del furto, riconoscere i tratti somatici dei presunti autori e mettersi immediatamente sulle loro tracce.
L’attività investigativa è stata fulminea. In breve tempo, i tre minorenni sono stati rintracciati e individuati con certezza. Condotti in caserma, sono stati formalmente identificati e, al termine degli accertamenti di rito, denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo.
La bicicletta elettrica, interamente recuperata, è stata subito restituita al legittimo proprietario, che ha potuto così limitare i danni subiti. L’episodio sottolinea ancora una volta l’importanza dei sistemi di videosorveglianza come deterrente e come strumento fondamentale per le forze dell’ordine nel risolvere i reati in tempi rapidi, e accende un faro sul fenomeno dei reati commessi da giovanissimi.


