Non c’è pace per lo sport trapanese e, in particolare, per la galassia imprenditoriale che fa capo a Valerio Antonini. La tempesta perfetta che ha già investito il comparto del basket e l’emittente Telesud si abbatte ora con rinnovata violenza sul Trapani Calcio. La società granata, che sta già scontando una pesante penalizzazione di otto punti nel campionato di Serie C (Girone C), deve ora fronteggiare un nuovo e preoccupante fronte giudiziario sportivo. La Procura Federale ha infatti disposto il deferimento del club al Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare, in seguito alle segnalazioni pervenute dalla Covisoc.
Le accuse mosse dagli organi di controllo sono pesanti e dettagliate. Sotto la lente d’ingrandimento della giustizia sportiva è finita la gestione amministrativa e contabile degli ultimi mesi del 2025. Secondo l’impianto accusatorio, il club non avrebbe onorato la scadenza perentoria del 16 dicembre per il pagamento degli stipendi relativi alle mensilità di luglio e agosto 2025, spettanti a tesserati, dipendenti e collaboratori del settore sportivo. A questo si aggiungerebbe il mancato versamento degli incentivi all’esodo già concordati e depositati, oltre a irregolarità nel versamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps (quarta e quinta tranche) scaduti ad agosto e settembre.
Oltre alle mancanze puramente economiche, la Procura contesta anche una violazione procedurale di non poco conto: l’utilizzo di conti correnti diversi da quelli ufficialmente censiti e dedicati per il pagamento di emolumenti e oneri fiscali relativi a settembre e ottobre. Per queste violazioni dovranno rispondere direttamente il presidente Valerio Antonini e i dirigenti Vito Giacalone e Andrea Oddo. La posizione della società è resa ancor più delicata dalla contestazione della “recidiva”, un’aggravante che potrebbe portare a sanzioni più severe in sede di giudizio.
La reazione del club di via del Fante, tuttavia, è stata immediata e ferma. Attraverso una nota ufficiale, il Trapani Calcio ha respinto ogni addebito, sostenendo che il deferimento attuale non sia altro che una “mera riproposizione” di contestazioni già note e discusse, riferibili a procedimenti precedenti. La dirigenza afferma di aver ottemperato ai propri doveri, citando versamenti per un totale di 1,8 milioni di euro effettuati tra ottobre e dicembre, e sottolinea come non vi siano elementi di novità rispetto a quanto già chiarito.
Resta però il clima di profonda incertezza che avvolge la tifoseria. In una città che ha vissuto sulla propria pelle troppe estati calde e fallimenti dolorosi, questo nuovo capitolo giudiziario rievoca fantasmi del passato. Con una classifica già compromessa dalla penalizzazione vigente, l’ipotesi di ulteriori punti di penalizzazione rischia di trasformare la stagione sportiva in un’agonia tecnica, spostando ancora una volta l’attenzione dal rettangolo verde alle aule dei tribunali. La parola passa ora ai giudici, che dovranno stabilire se il Trapani ha davvero violato le regole o se, come sostiene la proprietà, si tratta di un accanimento su questioni già risolte.


