Ombrelloni piantati nella sabbia come segnaposto perenni, sdraio che diventano arredi fissi per garantirsi il posto in prima fila. Una pratica diffusa e illegale, quella di trasformare la spiaggia libera in un lido privato, contro cui la Guardia Costiera ha lanciato un’operazione mirata a Tre Fontane, frazione balneare di Campobello di Mazara. Il blitz ha portato alla liberazione di un vasto tratto di litorale e all’apertura di un’inchiesta.
I militari della Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo, in una operazione congiunta con il personale del Comune, hanno passato al setaccio ben sei chilometri di costa. Qui hanno individuato e smantellato quello che era a tutti gli effetti un “villaggio” abusivo: una sessantina di ombrelloni e una quarantina di sdraio, lasciati stabilmente sull’arenile giorno e notte per rivendicare un diritto inesistente a discapito della collettività.
L’intervento si è reso necessario non solo per ripristinare la legalità e il libero accesso al demanio marittimo, ma anche per ragioni di decoro. La presenza fissa di questa attrezzatura, infatti, costituiva un ostacolo insormontabile per i mezzi che ogni mattina si occupano della pulizia della spiaggia, con il risultato di peggiorare la qualità del litorale per tutti gli altri bagnanti.
Al termine dell’operazione, tutto il materiale è stato rimosso e la Guardia Costiera ha trasmesso una notizia di reato alla Procura della Repubblica di Marsala. Si indaga ora per individuare i responsabili, che rischiano una denuncia per occupazione abusiva e uso illecito di beni demaniali, reati previsti dal Codice della Navigazione. Un segnale chiaro da parte delle autorità: la spiaggia è un bene di tutti e i tentativi di appropriarsene indebitamente non saranno tollerati.


